T-shirt: 5 idee per riciclare creativamente le vecchie magliette

Con il passare del tempo è facile accumulare magliette bucate, rovinate, sformate o che non metteremmo più semplicemente perché non ci stanno più bene. In questi casi, anziché buttarle via possiamo scegliere di riciclarle creativamente, dando loro una nuova vita. Già in passato vi avevamo dato qualche dritta da andare a ripescare con l’arrivo della bella stagione. Le idee tuttavia non si esauriscono mai, ed ecco qui altri suggerimenti su come riutilizzare le t-shirt che altrimenti buttereste via.

1) Una soluzione semplicissima consiste nel realizzare un giocattolo per i vostri amici di zampa. È sufficiente tagliare la maglietta (o più d’una) per ottenere strisce di tessuto uguali tra loro. La lunghezza può essere variabile e dipende della grandezza del vostro cane: tenete presente che comunque dovrebbero avere una lunghezza di almeno 20 centimetri per permettervi di creare il giocattolo. Unite le strisce di tessuto e legatele insieme ad un’estremità. Dopodiché dividetele in tre gruppi ed intrecciatele, come fareste con i capelli. Infine fissate anche l’altra estremità con un semplice nodo, stringendo bene. Ecco pronto un morbido osso di tessuto per la gioia della vostra bestiola!

2) Con le strisce di tessuto delle t-shirt potete creare anche degli originali bracciali, accessori morbidi e colorati per la bella stagione che si avvicina. Il procedimento è complicato a parole, ma molto semplice una volta compreso.

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Indispensabili sono lunghe striscioline di tessuto, un paio di forbici, buone mani e.. un po’ di pazienza! A seconda di quante dita deciderete di usare, i braccialetti risulteranno più o meno spessi. Il braccialetto base si costruisce su due dita, procedendo così: innanzitutto procuratevi due striscioline di tessuto larghe più o meno un centimetro e lunghe intorno ai 60 cm e praticate un taglietto orizzontale di qualche millimetro ad una delle estremità di ognuna. Fate poi combaciare le due fessure e fateci passare l’estremità rimasta intatta di uno dei due scampoli, tirando dolcemente in modo ottenere un nodino di poco spessore che li unisca: ora disponete di una striscia di tessuto decisamente più lunga. A questo punto prendete in mano (vi consiglio di usare la destra) un’estremità trattenendo circa 5 cm con il pollice e facendo passare il tessuto dapprima dietro al dito anulare e poi davanti al mignolo; continuate arrotolandolo intorno al mignolo e passando dunque davanti all’anulare, avvolgendolo; infine passate nuovamente dietro e davanti al mignolo, avvolgendo in un’unica volta ambedue le dita. A questo punto non vi rimane che afferrare l’anellino inferiore del mignolo e farlo passare al di sopra del dito e dell’anello superiore, bloccandolo, e fare altrettanto con l’anulare. Proseguite avvolgendo nuovamente le due dita e ripetendo quest’ultima operazione finché non raggiungete la lunghezza desiderata (ricordatevi di tirare di tanto in tanto l’estremità rimasta libera, per verificare l’effettiva lunghezza del bracciale). Quando avrete raggiunto la dimensione desiderata, estraete con delicatezza i due anellini di tessuto alla base delle dita, tenendoli ben uniti in modo da non vanificare tutto il lavoro e legandoli poi con il tessuto avanzato. Infine unite le due estremità e legatele saldamente tra loro: ecco pronto il vostro braccialetto!

3) Sempre con le strisce di tessuto è facile realizzare una sciarpina primaverile.

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Prendete la vostra maglietta, tagliate la cucitura alla base e procedete ritagliandola ripetutamente in senso orizzontale fino all’altezza delle maniche, in modo da ottenere tanti cerchi in tessuto. A quel punto sbarazzatevi delle cuciture: rimarrete con una piccola pila di strisce di stoffa colorata che allungherete una alla volta (eccetto una) facendo dilatare ed arricciare il tessuto su se stesso. A questo punto unite tutte le striscioline e legatene le estremità: otterrete una specie di morbida collana. Lo scampolo rimasto utilizzatelo per coprire il nodo, semplicemente arrotolandoglielo intorno e fissandolo in un punto nascosto con una cucitura. Più colori usate, più la vostra sciarpa/collana sarà originale!

4) Dalle magliette potete anche ricavare con grande facilità delle borse elastiche a maglie larghe, lavabili ed utilizzabili ad esempio per fare la spesa senza dover ricorrere alle borse in plastica.

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Creare queste shopper è in realtà abbastanza semplice: basta ritagliare la forma desiderata nel tessuto della maglietta e fissare i bordi con una cucitura (preferibilmente avvolgente, per dare maggiore resistenza alla borsa), e procedere poi a tagliuzzare secondo un disegno regolare l’intera superficie, su ambo i lati. Ricordatevi di preservatela parte superiore della borsa, prevedendo anche una fessura più ampia per i manici e facendo attenzione a non rovinare le cuciture laterali! Con poche mosse potete creare shopper di dimensioni e colori vari, ottime da tenere in borsa e da estrarre all’occorrenza.

5) Infine, ecco un’idea rapida e semplicissima da realizzare: una canotta da lavoro. Vi occorreranno solo le forbici e seguire questo tutorial iconografico:

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Bene, vi sembrano tutte belle idee, ma la mancanza di tempo vi costringe a rimandare? Se siete intenzionati a dar sfogo alla creatività in un prossimo futuro.. non buttate via le magliette inutilizzate, ma ritagliatele in tante strisce e conservate il gomitolo di tessuto per le giornate in cui avrete tempo di dare sfogo alla vostra fantasia! E se proprio siete pigri e state scartando a priori la possibilità di mettere mano ad ago, filo, forbici ed ingegno.. allora non rimane che donarle a chi può averne bisogno!

Buon lavoro!

15 idee per riutilizzare i vecchi tappeti

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1) Attutire il rumore della lavatrice

Alcune lavatrici tendono a produrre molto rumore durante i cicli di lavaggio, non soltanto per via del normale funzionamento, ma anche poiché, soprattutto nel corso della centrifuga, tendono a sbilanciarsi e spostarsi. Attutite i rumori stendendo al di sotto di esse un vecchio tappeto o zerbino.

2) Bucato

Se tra la vostra lavatrice e gli scaffali o le pareti del bagno e della lavanderia sono presenti degli spazi piuttosto ristretti, è possibile che alcuni degli indumenti più piccoli possano cadere proprio al loro interno mentre estraete dal cestello il bucato pulito. Rivestite la superficie del pavimento con una striscia di tessuto ricavata da un tappeto, in modo che sarà sufficiente tirarla verso l’esterno per raccogliere ciò che sarà caduto su di essa.

4) Tiragraffi

Scampoli di tessuto ricavati dai vecchi tappeti possono costituire un materiale di recupero molto utile per dare vita ad un tiragraffi per il vostro gatto. Utilizzate del compensato o del cartoncino come base su cui applicare il tessuto ricavato dal tappeto e posizionate il tiragraffi vicino alla cesta del gatto o nei suoi punti preferiti della casa.

5) Erbacce

Se volete tenere a bada la crescita delle erbacce nel vostro orto, ricavate dai vecchi tappeti delle strisce di tessuto che possano permettervi di creare dei sentieri per muovervi tra una zolla e l’altra, impedendo allo stesso tempo la comparsa e la crescita di erbacce indesiderate.

6) Tappetino da yoga

Se avete recuperato un vecchio tappeto di un materiale abbastanza morbido e resistente, potreste utilizzarlo per ottenere un tappetino per lo yoga da utilizzare in casa. Calcolate una misura di circa 80 centimetri per la larghezza e per la lunghezza basatevi sulla vostra altezza.

7) Tappetini per auto

Se vecchi tappeti a vostra disposizione risultano del materiale e dello spessore adatto, provate ad utilizzarli per rinnovare i tappetini della vostra auto. Ritagliate il tessuto a vostra disposizione seguendo le misure dei tappetini per auto che già possedete.

8) Bagagliaio

Se prevedete di trasportare nel bagagliaio della vostra automobile degli oggetti delicati, rendete più morbido il suo fondo e le pareti laterali rivestendole con uno o più vecchi tappeti, da ritagliare o ripiegare eventualmente a seconda delle necessità.

9) Proteggere le ginocchia

Per proteggere le vostre ginocchia mentre vi occupate della pulizia della casa, di lavori di bricolage o di giardinaggio, stendete a terra un vecchio tappeto, oppure create un apposito tappetino, ritagliando il tessuto sulla base delle misure desiderate.

10) Cambiare le gomme

Sarete pronti ad occuparvi di sostituire le gomme della vostra auto o a riparare dei guasti in qualsiasi momento, se avrete a disposizione un vecchio tappeto su cui inginocchiarvi o sedervi. In questo modo vi proteggerete dall’asfalto bollente e non vi sporcherete gli abiti, anche se vi doveste trovare su strade sterrate.

11) Piante in vaso

Se coltivate delle piante in vaso sul balcone o all’interno della vostra abitazione, proteggete le piastrelle e i pavimenti ricavando dai vecchi tappeti degli scampoli di forma rotonda, quadrata o rettangolare da riporre al di sotto dei sottovasi. Dovranno essere di dimensioni sufficientemente grandi in modo da riparare il pavimento dall’acqua che userete per innaffiare.

12) Feltrini

Dai vecchi tappeti potrete ricavare dei feltrini da applicare al di sotto delle sedie, delle poltrone e delle gambe del tavolo. In questo modo eviterete che sui vostri pavimenti si formino graffi e segni impossibili da rimuovere.

13) Pensili della cucina

Per attutire il rumore provocato dalla chiusura dei pensili della cucina, ricavate dai vecchi tappeti delle striscioline di tessuto da applicare al loro interno, lungo il bordoni chiusura, in modo che anche i mobili stessi risultino riparati.

14) Proteggere gli attrezzi

Durante i lavori di bricolage, circondate la vostra area di lavoro con delle strisce ricavate di vecchi tappeti, in modo tale che gli attrezzi o gli oggetti delicati che maneggerete non si rompano o rovinino cadendo sul pavimento o sul cemento.

15) Zerbini

Da un unico vecchio grande tappeto potreste ricavare degli zerbini utili per la pulizia delle scarpe durante il passaggio dall’orto e dal giardino alla vostra abitazione. Avere a disposizione degli zerbini di scorta è sempre utile, soprattutto durante l’inverno, in caso di neve o di pioggia.

 

Un’eco-lampada con carta di giornale

La designer Allison Patrick ha creato eco-lampade di tutti i tipi mediante prodotti riciclati ritagliati in tegole e finemente modellati in uno stile unico…. illuminante! Il risultato finale è dato da una serie di veri capolavori d’arte moderna pronti da appendere anche sul più elegante dei soffitti.

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Tra le chicche più interessanti un’eco-lampada fatta in carta di giornale: la Zipper 8 Lighting. Che non solo vi permette di leggere la sera, ma di illuminare a sufficienza tutta la vostra camera.

Non vi piacerebbe averla in camera? A me tantissimo… e se dovesse costare troppo, può essere sempre una bella idea di fai da te.

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Incredibile eco-progetto in Cina

AsianCairnsPrimary-350x220Un progetto architettonico a dir poco avveniristico in tema di eco-sostenibilità, per di più pensato per una delle città più popolose della Cina, Shenzen, città che negli ultimi venti anni ha conosciuto un incremento demografico senza precedenti, passando da semplice villaggio di pescatori a megalopoli da oltre 10 milioni di abitanti.

 

E allora, spazio all’estro degli studi di architettura più prestigiosi del mondo per disegnare nuovi spazi urbanistici efficienti e innovativi, come quello proposto dai designer di origine belga Vincent Callebaut che ha dato vita al progetto ‘Asian Cairns’ (‘Cumuli di pietre asiatiche’).

Si tratta di sei edifici sostenibili ed autosufficienti molto simili a cumuli di ciottoli impilati l’uno sopra l’altro, in modo da formare grattacieli dall’aspetto assolutamente non convenzionale, formati da più livelli sfalsati e ricchi di vegetazione incorporata tra un piano e l’altro. La particolarità di questi ‘cumuli’ è che sono in grado di produrre compost per le coltivazioni ospitate dalla struttura e di garantire una produzione di energia superiore a quella consumata.

Tutti gli edifici si sviluppano intorno ad una torre centrale con sezioni sovrapposte a spirale che compongono i ‘piani’ dell’edificio. Nella forma, ogni livello ricorda effettivamente dei sassi il cui diametro diminuisce all’aumentare dell’altezza. Ogni torre, inoltre, è collegata alle diverse sezioni che possono ospitare uffici, negozi, aree ricreative, ristoranti e cinema. L’idea è quella di dar vita a delle piccole comunità autosufficienti dove gli abitanti possano soddisfare ogni esigenza riducendo le uscite all’esterno, e di conseguenza, le emissioni ci Co2.

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Largo spazio dedicato alla coltivazione di piante, fiori e alberi da frutto grazie alle pareti esterne trasparenti che permettono un’illuminazione ottimale ai tanti giardini e serre dislocati in vari punti degli edifici, oltre che all’esterno. Tutti i rifiuti prodotti dalla torre possono essere riciclati e riutilizzati come compost a beneficio dell’attività agricola e di giardinaggio.

Grande efficienza anche dal punto di vista energetico grazie alle numerose celle solari fotovoltaiche e fototermiche installate sulle pareti degli edifici e alla turbine eoliche assiali sviluppate verticalmente su ogni sezione delle strutture. Bello, stupefacente, accattivante ma… questo progetto, diventerà mai realtà? L’importante alla fine è questo…

 

Tower Flower

Quando fu progettato 7 anni fa dall’architetto Edouard François, il Tower Flower fece chiacchierare moltissimo i parigini visto che la struttura si presentava ai loro occhi con un aspetto alquanto bizzarro e inusuale.

Per chi non lo sapesse, il Tower Flower è un colossale esempio di giardino verticale sviluppato lungo i dieci piani di un edificio residenziale adiacente alla Motte jardin Claire, nel 17° arrondissement.

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Concepito proprio come naturale continuazione dei vicini giardini, l’edificio – a distanza di 7 anni dalla sua ‘trasformazione’ – è quasi totalmente celato dal manto erbaceo creato dalle 380 piante di bambù disposte lungo le ringhiere che si snodano sui tre lati del condominio e irrigate da un sistema centralizzato che sfrutta l’acqua piovana.

I fortunati abitanti di questo ammirevole esempio di edilizia residenziale ‘green’ hanno la fortuna di godere di una vista sul verde davvero invidiabile, dove la luce del sole filtra attraverso il fogliame del bambù e le pareti di vetro che rivestono l’edificio.

L’impressione è quella di vivere sopra (o dentro?) un albero protetti da una sorta di ‘tenda’ che sia d’estate che d’inverno funge da riparo naturale dalle intemperie. E a chi non piacerebbe abitare in un posto del genere?

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